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Ornitologia

Contigua a quella mammologica, la sezione ornitologica si compone di tre sale espositive poste su due livelli.
La prima sala è dedicata alle zone umide della Calabria. Fa da sfondo a quest’allestimento un paesaggio che mette in risalto la vegetazione tipica di questi ambienti. La cannuccia, la tifa e i giunchi fanno da cornice ad una nutrita schiera di specie acquatiche. Gli aironi fanno la posta a piccoli pesci ed anfibi, mentre un germano reale maschio sorvola il canneto. Tra la vegetazione si scorgono mestoloni, alzavole, gabbiani e limnicoli, tra i quali si distinguono per la loro eleganza il cavaliere d’Italia, l’avocetta, la pittima.

Infine dall’alto del posatoio, un falco di palude osserva il suo probabile pasto. Il diorama della seconda sala ornitologica riproduce uno spaccato naturalistico del Parco del Pollino (le gole del Raganello), con ambiente a macchia mediterranea. Nella secca vegetazione trova rifugio una lepre, la donnola, la cornacchia, il cuculo, la ghiandaia marina, il piccolo codirosso spazzacamino, l’averla ed ancora una coppia di fagiani, qualche quaglia ed una cappellaccia.

Su di un albero un gufo comune riposa accanto ad una gazza che si ripara dal sole. Condividono lo stesso ramo, un bellissimo esemplare di nibbio bruno che scruta il suo territorio ed una coppia di falchi cuculo, mentre altri animali si mimetizzano nella vegetazione. La terza ed ultima sala è il fiore all’occhiello della sezione ornitologica. Sfondo del diorama è un’intera parete di autentica roccia calcarea. Su questo supporto naturale sono stati collocati in atteggiamenti tipici un falco pellegrino, un falco lanario, un gheppio, un gracchio alpino, un corvo imperiale, un falco pecchiaiolo, uno sparviero, un picchio verde, il riccio, il rarissimo istrice il rondone alpino ed altri animali. In questo diorama particolare attenzione va ad un meraviglioso esemplare di nibbio reale (simbolo del Centro Studi Naturalistici) appollaiato su di un ramo ormai secco di Pino Loricato, dal quale scruta tutta la vita che si svolge nel suo regno.


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Mammologia

La sezione mammologica si apre al visitatore con la sala dedicata ai grandi mammiferi.
Inagurata il 10 agosto 1998, la sezione accoglie tre grandi diorami. Il primo diorama rappresenta una faggeta, dove il protagonista è un giovane esemplare di lupo posto dietro una radice; da cornice a questo stupendo animale troviamo due scoiattoli, uno dei quali vittima di una faina, un tasso fa le sue ultime apparizioni prima dell’inverno, mentre una beccaccia perfettamente mimetizzata si accompagna ad alcuni uccelli tipici di questo ambiente, come la poiana, il picchio, l’allocco, la ghiandaia ed altri.

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Ornitologia

Contigua a quella mammologica, la sezione ornitologica si compone di tre sale espositive poste su due livelli.
La prima sala è dedicata alle zone umide della Calabria. Fa da sfondo a quest’allestimento un paesaggio che mette in risalto la vegetazione tipica di questi ambienti. La cannuccia, la tifa e i giunchi fanno da cornice ad una nutrita schiera di specie acquatiche. Gli aironi fanno la posta a piccoli pesci ed anfibi, mentre un germano reale maschio sorvola il canneto. Tra la vegetazione si scorgono mestoloni, alzavole, gabbiani e limnicoli, tra i quali si distinguono per la loro eleganza il cavaliere d’Italia, l’avocetta, la pittima.

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Entomologia

Presenti sulla terra da non meno di 400 milioni di anni, sono tuttora gli esseri viventi che riescono a trovare un loro spazio in ogni tipo di biotopo della superficie terrestre: stiamo parlando, ovviamente, degli insetti.
Ovunque ci rechiamo, in acqua, sui monti più alti, nell’aria, nelle caverne, sicuramente ci imbattiamo in essi. Nonostante la loro presenza sia oggetto di una lotta continua ed accanita da parte dell’uomo, con il pericolo di una completa eliminazione soprattutto nelle aree antropizzate e coltivate, gli insetti restano tuttora l’entità zoologica più numerosa presente sulla terra.

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Paleontologia

La Paleontologia è lo studio della vita del passato che viene sviluppata e documentata mediante i reperti fossili e le rocce che inglobandoli li hanno custoditi fino ai nostri giorni.
I fossili costituiscono uno strumento fondamentale per riconoscere ed interpretare la storia della vita sulla Terra e per comprendere la storia dei processi evolutivi degli organismi. Durante Il Pleistocene continentale, si è formato sul massiccio del “Pollino”, il bacino del Mercure che si è rivelato uno dei maggiori giacimenti fossiliferi del meridione d’Italia.

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